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Mercoledì, 12 Agosto , 2020
Ecobonus, come cedere il credito d’imposta
Gino Pagliuca - Corriere della Sera - pag. 35
Per chi compie interventi sugli immobili usufruendo dei bonus c’è la possibilità di cedere il credito d’imposta. La cosa non è limitata ai due super bonus al 110% ovvero ai lavori di efficientamento energetico e alla messa in sicurezza statica dell’edificio, perché il meccanismo si applica anche agli interventi agevolati con l’ecobonus standard, con il bonus facciate e il bonus ristrutturazioni. La cessione può avvenire con lo sconto in fattura e con la cessione integrale del credito da parte del contribuente a una banca, a un intermediario o a un terzo. La cessione va segnalata per via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state compiute le spese. Il modello potrà essere inviato a partire dal 15 ottobre. La cessione del credito è consigliabile nei casi in cui non si dispone dei mezzi necessari per saldare i lavori o quando i redditi del contribuente sono tali da fargli correre il rischio dell’incapienza fiscale. Le banche hanno già dato la loro disponibilità. Ai contribuenti il compito di verificare le condizioni degli istituti di credito.

Sblocca debiti Pa, riaperti i termini fino al 9 ottobre 2020
Marco Mobili - Il Sole 24 Ore - pag. 4
Nuova possibilità per Comuni, Regioni e Asl di accedere alle anticipazioni di liquidità per pagare i crediti vantati da imprese e fornitori della Pa. Il decreto Agosto apre, infatti, una nuova finestra per lo sblocca debiti. La nuova richiesta partirà dal 21 settembre 2020 e terminerà il 9 ottobre 2020. La richiesta dovrà essere deliberata dalla Giunta a valere sulle risorse residue della ‘Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e delle regioni e province autonome per debiti diversi da quelli finanziari e sanitari’, a condizione che non abbiano già ottenuto la concessione dell’anticipazione di liquidità entro il 24 luglio scorso. Le anticipazioni di liquidità sono concesse entro il prossimo 23 ottobre e possono essere utilizzate anche ai fini del rimborso, totale o parziale, del solo importo in linea capitale delle anticipazioni concesse dagli istituti finanziari che risultano erogate alla data del 31 luglio 2020.

Contribuenti Isa alla cassa per i versamenti di Redditi
Giuseppe Morina e Tonino Morina - Il Sole 24 Ore - pag. 20
Giovedì 20 agosto scade il termine per versare il saldo delle imposte sui redditi, dell’Irap e dei contributi per il 2019 e la prima rata di acconto per il 2020 con la maggiorazione dello 0,40%. La scadenza interessa i contribuenti Isa che non hanno eseguito i versamenti entro il 20 luglio scorso, a seguito della mini proroga disposta dal Dpcm del 27 giugno 2020 che ha differito al 20 luglio i versamenti in scadenza il 30 giugno e, di conseguenza, la scadenza del 30 luglio, con lo 0,40% in più, si è allungata al 20 agosto. La mini proroga interessa i contribuenti Isa e gli altri ‘collegati’, quali, ad esempio, i soci di società di persone e quelli delle società a responsabilità limitata in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari, nonché i contribuenti forfettari e i minimi. La sospensione dei versamenti beneficia di una ulteriore proroga con il decreto Agosto. I versamenti di cui agli articoli 126 e 127 del decreto Rilancio possono essere effettuati per il 50% delle somme oggetto di sospensione entro il 16 settembre prossimo o in 4 rate mensili. Il restante 50%, a rate, in due anni.

Acconti al 40-50%, rischio errore
G.Mor. e T.Mor. - Il Sole 24 Ore - pag. 20
Per il calcolo dell’acconto delle imposte per il 2020, a differenza dei contribuenti che eseguono l’acconto in due soluzioni, di cui la prima entro il termine per il saldo delle imposte per l’anno 2019, nella misura del 40% e la seconda entro novembre 2020, nella misura del 60%, per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) e contribuenti ‘collegati’ è più alta la prima rata dell’acconto dovuta nella misura del 50%. Le due misure, del 40% o del 50% della prima rata, hanno generato e continuano a generare confusione, con la conseguenza che diversi contribuenti, considerati ‘collegati’ ai soggetti Isa, hanno determinato l’acconto della prima rata nella misura del 40% in luogo del 50%, con un versamento inferiore. Verseranno, però, il restante 60% entro il 30 novembre. Per l’eventuale insufficiente pagamento il contribuente non sarà sanzionato e potrà beneficiare del c.d. ‘errore scusabile’ vista la confusione generata.

Una o più rate non pagate non fermano la dilazione
Alessandro Caputo e Gian Paolo Tosoni - Il Sole 24 Ore - pag. 20
L’Agenzia delle Entrate, con le risposte 259 e 260 a due interpelli, ha chiarito che il versamento tardivo di una rata dell’imposta dovuta per i controlli automatizzati, non comporta la decadenza dalla dilazione. In materia di rateizzazione l’articolo 144 del decreto Rilancio ha previsto che i versamenti derivanti da controlli formali, anche se oggetto di rateizzazione, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 possono essere eseguiti entro il 16 settembre 2020. Nei casi prospettati l’Agenzia ha confermato che i contribuenti potevano versare la prima delle due rate scadute entro il 16 settembre senza incorrere in decadenza. L’ufficio ricorda, però, che tali rate non possono beneficiare della remissione in bonis che riguarda solo i versamenti che ricadono nell’intervallo previsto dalla norma, ma restano degli omessi versamenti per i quali va sanata la violazione, pagando anche interessi e sanzioni, avvalendosi del ravvedimento operoso. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Versamenti tutti al 16/9’ – pag. 31)

Responsabilità, costi e capienza fiscale Come scegliere la strada del superbonus
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - pag. 21
Dopo la circolare 24/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate e, soprattutto, dopo l’emanazione del provvedimento relativo alla comunicazione dell’opzione per la cessione del credito, è possibile riflettere sui comportamenti che il beneficiario può assumere. E ciò, non solo per le spese sostenute su interventi meritevoli del superbonus al 110%, ma anche per tutti gli altri interventi come la ristrutturazione edilizia e il ripristino delle facciate agevolato al 90%. Le alternative possibili per l’impiego della detrazione sono tre. La prima è rappresentata dalla detrazione classica che per il 110% è in cinque anni e non in dieci. Sarà preferita da chi può disporre nei cinque anni di un carico impositivo ordinario capiente. Il pericolo di perdere il risparmio d’imposta è maggiore quanto più le spese sono rilevanti e da spalmare, come anticipato, in 5 anni. L’opzione della cessione del credito sarà preferita nelle ipotesi in cui il cedente è incapiente o ha redditi variabili e non certi. Con lo sconto in fattura è possibile arrivare fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto.

Tax credit sugli aumenti di capitale con doppia istanza telematica
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - pag. 22
Il tax credit sugli aumenti di capitale prevede un doppio click-day. Dunque, servono due istanze telematiche, da parte del socio e della conferitaria, a fronte delle quali l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’importo spettante, in base alla capienza delle risorse, seguendo l’ordine cronologico di presentazione. Dopo il via libera di Bruxelles il Mef, lo scorso 10 agosto, ha diffuso il decreto ministeriale di attuazione della disciplina del credito di imposta sugli aumenti di capitale in denaro deliberati, da società di capitali e cooperative di media dimensione, a partire dal 20 maggio scorso e interamente sottoscritti e versati entro il 31 dicembre. Per accedere ai due tax credit le norme sono complesse. Né il socio conferente né la conferitaria devono rientrare tra le imprese in difficoltà. Il tax credit si calcola sugli importi versati in esecuzione della delibera di aumento di capitale. La società conferitaria deve avere ricavi 2019 tra 5 e 50 milioni di euro e una riduzione di ricavi tra marzo-aprile 2020 e il corrispondente bimestre 2019 di almeno il 33%. Il tax credit spetta nel limite di 800mila euro, il tetto si applica al credito del socio cumulato con quello della società.

Impatriati, bonus maggiorato ancora in stand by
Antonello Orlando - Il Sole 24 Ore - pag. 22
Senza l’emanazione del decreto attuativo del Mef il bonus impatriati, maggiorato fino al 90%, per dieci anni, non è accessibile. La misura era stata varata dal decreto legge fiscale (dl n. 124/2019). Il decreto Rilancio aveva ampliato la platea degli impatriati e ridotto l’imponibile fiscale arrivando al 90% per coloro che si sarebbero trasferiti in una delle otto regioni italiane del Sud. La risposta all’interrogazione parlamentare presso la commissione Finanze della Camera conferma le difficoltà sull’emanazione del decreto attuativo per problemi legati alle coperture. La contenuta dote finanziaria di fine 2019 fa i conti con le incognite rappresentate dai futuri richiedenti che, ad esempio, arrivando ad avere tre figli nel corso del primo quinquennio di residenza in Italia, aumenterebbero il peso del beneficio senza possibilità di monitoraggio preventivo.

Controlli lunghi per il 110%
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 30
Lavori al 110%. Gli uffici avranno fino ad otto anni di tempo per rettificare indebiti utilizzi in compensazione dei crediti d’imposta relativi al superbonus che potrebbero far emergere anche reati. Il fisco si concentrerà soprattutto sulle opzioni per la cessione e lo sconto in fattura con la possibilità di coinvolgere, in presenza di concorso nella violazione, anche il fornitore che ha applicato lo sconto o i cessionari che hanno acquistato il credito d’imposta. Per tali attività gli uffici delle Entrate procederanno ai controlli, di natura prettamente documentale, su base selettiva, con obbligo di inoltro degli atti alle Procure in caso di riscontro di fattispecie che integrano il delitto di indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti.

Diritto alla detrazione blindato
Franco Ricca - Italia Oggi - pag. 32
Da due pronunce della Corte di giustizia Ue in materia di Iva emerge che il diritto alla detrazione non può essere negato dal fisco solo sulla base del sospetto di violazioni commesse dai fornitori del soggetto passivo, oppure sull’inosservanza di obblighi extrafiscali del soggetto stesso, salvo che dimostri una sua responsabilità nella frode, anche in termini di insufficiente diligenza. Una terza sentenza, relativa alla cessazione delle operazioni imponibili, stabilisce che qualora il soggetto passivo non eserciti più l’attività imponibile, ma prosegua solo quella esente, è tenuto a rettificare la detrazione inizialmente operata sui beni strumentali utilizzati per l’impresa.

Realizzo controllato più ampio
Giulia Provino - Italia Oggi - pag. 33
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 229 del 27 luglio scorso, ha precisato che il regime di realizzo controllato può essere esteso alle partecipazioni non di controllo. E’ ammessa, dunque, l’estensione del regime di realizzo controllato anche nell’ambito delle operazioni di scambio di partecipazioni che non integrano o non accrescono il requisito del controllo sulla conferita. Tuttavia, il conferimento deve comunque avere ad oggetto partecipazioni che superano determinate soglie di qualificazione.


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